Ci avete tolto la magia di una foto, la poesia di una lettera,
la calligrafia, l'odore di un libro, il ritaglio di un giornale,
il "ci vediamo alle otto in piazza", il negozietto di alimentari
sotto casa, le infinite chiacchierate in una cabina,
i baci su una panchina, la paura che rispondesse il padre
del rewind, la dedica alla radio, l'impaccio nel ballare un lento,
i giochi di società, la comunicazione. Quando la tecnologia avrà
seppellito anche l'ultimo sussulto relazionale, avrete completato
l'opera inarrestabile di desertificazione emotiva, perché allora, e solo
allora, ci avrete reso animali urbani, sempre più vicini, eppur così lontani.
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